Il colore naturale dei denti nasce dall’interazione tra smalto e dentina. Lo smalto, semitrasparente e variabile per spessore e mineralizzazione, lascia intravedere la dentina sottostante, dal tono più caldo e giallognolo. Quando lo smalto si assottiglia o diventa più traslucido, la dentina risulta più visibile e il dente appare più scuro.
Oltre a questo processo fisiologico, entrano in gioco numerosi fattori esterni e interni che possono alterare la cromia dei denti.
Pigmentazioni estrinseche: alimenti, bevande e fumo
Le discromie più comuni derivano da sostanze cromogene presenti in cibi e bevande quali caffè, tè, vino rosso, cola, curry, salsa di soia e barbabietola. I pigmenti si legano alla pellicola dello smalto e alla placca, intensificando le macchie.
Il fumo, con nicotina e catrame, produce colorazioni che vanno dal giallo al marrone. Una scarsa igiene orale favorisce la formazione di placca e tartaro, che trattengono ulteriormente i pigmenti.
Usura ed erosione dello smalto dentale
Con l’età, lo smalto tende a consumarsi. Spazzolamenti aggressivi, bruxismo o alimenti acidi possono accelerarne abrasione ed erosione, rendendo più evidente la dentina giallastra.
Microfessure e linee di frattura possono intrappolare pigmenti, mentre la recessione gengivale può esporre il cemento radicolare, più scuro dello smalto, creando bande brunastre in prossimità del colletto dentale.
Farmaci, traumi e condizioni sistemiche: come possono alterare la colorazione
Alcuni fattori agiscono dall’interno, dando luogo a discromie intrinseche. L’assunzione di tetracicline durante la formazione dei denti provoca tipiche striature grigio-brune. Un eccesso di fluoro può causare fluorosi, con macchie biancastre o brunastre.
Traumi dentali, necrosi pulpare o emorragie interne possono scurire un dente, mentre calcificazioni reattive lo rendono più giallo. Anche vecchi materiali da otturazione, come l’amalgama o alcuni compositi, possono alterarne il colore.
Saliva, pH e stile di vita: come le nostre abitudini si riflettono sui denti
La saliva è fondamentale per proteggere lo smalto, neutralizzare gli acidi e mantenere pulite le superfici. Una ridotta produzione salivare, dovuta a farmaci, disidratazione o respirazione orale, facilita l’erosione e la ritenzione di pigmenti.
Diete ricche di acidi (bevande energetiche, agrumi, aceto) abbassano il pH e, se consumate frequentemente, ostacolano la remineralizzazione dello smalto. Anche l’uso prolungato di collutori contenenti coloranti o l’esposizione a particolari sostanze sul lavoro può generare macchie caratteristiche.
Come prevenire la discromia dentale
La cura del colore dentale parte da una corretta igiene: spazzolare i denti due volte al giorno con setole morbide e dentifricio poco abrasivo; usare filo interdentale o scovolini; sottoporsi a regolari sedute professionali per rimuovere placca e tartaro pigmentati.
Limitare cibi e bevande scurenti, risciacquare la bocca con acqua dopo l’assunzione e attendere 30 minuti prima di spazzolare in caso di acidi aiuta a ridurre il rischio di macchie.
Per le discromie più resistenti, il dentista può proporre trattamenti professionali, come lo sbiancamento, la microabrasione o soluzioni protesiche ed estetiche personalizzate.
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